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Radici/3

20 Febbraio 2009 alle 19:45

La costituzione è un contratto, il più nobile dei contratti, che ci serve per convivere e rispettarsi, ma, da buon contratto, lo si può modificare con le maggioranze prescritte (dalla costituzione stessa). Tenersela ben stretta non significa santificarla e venerarla come una mummia. La Chiesa è un'istituzione, custode di una dottrina millenaria (mi spingo a dire, la più nobile delle dottrine, perchè l'insegnamento di Cristo è l'amore) che non si può cambiare in un secondo perchè non è al passo coi tempi, non sarà di tutti, e potrà essere ignorata e non considerata (anche se è ormai nelle nostre radici, come il tanto odiato crocifisso), ma a ben vedere mi pare ultimamente che ci sia più fermento nel pensiero della chiesa e dei cristiani (che ogni giorno devono vedere la loro fede e la loro dottrina confrontate con il mondo) che non nel diritto costituzionale, quando esso viene inteso come una lista di diritti solo suscettibile di essere meccanicamente allungata e non invece suscettibile di essere pensata e meditata (e anche ri-pensata).

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