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Solito "festival" di banalità dette

19 Febbraio 2009 alle 14:50

Dopo quelle dette per giustificare l'intervento di Grillini dopo la canzone di Povia (ma a giudicare dai fischi, non tutti concordavano con il gay-spot), Bonolis fa la solita lezioncina con ditino alzato. Chiedersi "a chi?" è assolutamente inutile. Ovviamente all'Osservatore Romano e alla Chiesa: «Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, è libero di esprimerlo a favore della vita o della canzone. L'importante è sia che si tratti della vita e sia che si tratti della canzone, si rispetti la decisione degli altri» (da corriere.it con evidente riferimento anche al caso Englaro). E' la solita banalità: ognuno è libero di dire la sua, poi qualcuno è più libero degli altri e comunque se la Chiesa stesse zitta sarebbe molto meglio... Qualcuno può spiegare perchè se la parla Grillini trasuda rispetto, ma se parla l'Osservatore di rispetto non c'è neanche la traccia? Forse perchè gli articoli dell'Osservatore non iniziano con il solito "festival" delle banalità sul soggettivismo e l'uguaglianza a priori delle opinioni?

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