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Crocefisso e Giudice

19 Febbraio 2009 alle 11:15

Luigi Tosti si era rifiutato di celebrare i processi in aule dove c’era il crocefisso. Per la Cassazione non c’è reato, ma egli, penso, debba essere dimesso dalla sua carica di gudice, in quanto in tutte le aule giudiziarie c'è per legge un crocefisso. Non per un motivo ideologico, ma semplicemente per una incompatibilità fisiologica: è come se venisse a casa mia e vedendo un crocefisso esigesse di togliermelo dalla parete. Il tribunale è un pezzo di casa degli italiani, dove vige la regola, concordata ufficialmente col Vaticano e soprattutto per una tradizione italiana: quella di esporre il crocefisso. Il giudice Tosti, per questa sua voglia di non accettare quei simboli religiosi non lo condanno, ma che se ne andasse in un'altra casa, o in un'altra parte dell'Italia a fare un altro lavoro. Se non sono alto un metro ed ottanta non posso pretendere di andare a fare il corazziere, andrò tra gli alpini! Punto e basta.

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