cerca

La politica degli spot

18 Febbraio 2009 alle 11:00

Da qualche tempo alcuni esponenti politici svolgono la loro campagna elettorale seguendo canoni più consoni ad una promozione televisiva che a una corretta propaganda di partito. La nuova classe politica emergente sembra aver ben compreso quali sono i meccanismi vincenti in questa nostra epoca dell’informazione, dove un sapiente uso dei media è capace di assicurare grandi consensi popolari a prescindere da ciò che promuove: il metodo imperante è quello di allettare con promesse alle quali si sa già in anticipo di non poter poi tener fede. L’abile girotondo mediatico operato nelle recenti elezioni regionali in Sardegna ha fornito un ulteriore riscontro circa l’efficacia di questa strategia: carnevaleschi cortei schiamazzanti e spudorate sponsorizzazioni sono stati gli attori principali dell’imponente campagna mediatica che ha contribuito a infoltire le fila di coloro che hanno a cuore il proprio tornaconto piuttosto che il futuro della terra in cui oggi vivono e nella quale domani vivranno i loro figli; la linea d’azione dell’uscente governatore Soru, infatti, in assoluta controtendenza nazionale, ha sempre messo al primo posto gli interessi della comunità , anche a discapito del suo futuro consenso elettorale. In questo caso, la pericolosità insita nell’uso strumentale dei moderni mass media è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio, fornendo a chiunque una prova tangibile del senso della locuzione “conflitto di interessi”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi