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Il sogno

17 Febbraio 2009 alle 07:30

Direttore, stanotte ho fatto un sogno. Mentre sta iniziando un’esecuzione capitale, ai piedi del patibolo c’è una Folla in delirio che scandisce ritmicamente : “Legalité, Legalité”. Sopra il palco, accanto alla ghigliottina, un Uomo incappucciato sul cui petto villoso pende una strana medaglietta che, dal riflesso e dallo spessore, capisco poi essere un fonendoscopio. Alcuni Volontari stanno finendo di lubrificare le rotaie di scorrimento della mannaia. Già reclinata nei ceppi è una testa di donna sui 35 anni, smagrita e inerte nel pigiama largo e sporco. Nulla sembra poter fermare il Protocollo, quando a un tratto la folla ammutolisce. E’ comparsa una Donna bellissima (sul genere Carla Bruni, per intendersi) che incede, con passo nobile e sicuro, sulla scaletta del patibolo, nelle mani un lussureggiante mazzo di rose rosse. Nel silenzio raggelante si ode il cigolìo delle assi. Issatasi, la Marianna attende qualche secondo, poi si dirige verso la disgraziata e porge il mazzo di rose … all’Uomo incappucciato, quindi, ostentatamente, si stringe a lui in un lungo abbraccio forte, forte, forte. D’improvviso, si volge verso la condannata e le urla con inaudita violenza: “Allora, brutta stronza, ancora qui a darci fastidio a noi e a questo poveretto, ma finalmente adesso l’hai capito che non romperai più i coglioni…”. Allo sguardo fiammeggiante dell’Una fa riscontro l’espressione vacua e abbandonata dell’altra. Il Popolo, prima attonito e silente, esplode in urla ed applausi mentre l’Incappucciato, deposto con delicatezza il mazzo di rose, allunga la mano verso il meccanismo di sgancio e… a questo punto mi sveglio tutto madido di sudore, il cuore che bussa a mille nell’aorta. Direttore, siamo sicuri, vero, che fosse solo un sogno?

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