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Sul caso Englaro

13 Febbraio 2009 alle 16:30

Da circa 2 anni vivo e lavoro in Perú. Con grande attenzione e stupore ho seguito il caso Englaro. La mia riflessione non verte su cosa sia giusto o sbagliato, io semplicemente mi schiero a favore della vita e punto. Sono rimasto francamente sorpreso dal gran riverbero del caso englaro arrivato fin qui, in un paese in via di sviluppo che guarda, o meglio guardava, all'Italia come un modello da seguire. Molti peruviani mi hanno "richiamato" al fulcro della questione. Le persone qui (e io per primo) si sono letteralemente scandalizzate rispetto a come sia stato gestito il caso, dove, effettivamente, sembrava che la vita umana di una persona fosse un problema secondario rispetto al problema etico in sé. Siamo sulla bocca di tutti e forse dovremmo fermarci e riflettere su quanto successo. Mi preoccupa uno stato che decide della mia vita, mi preoccupa uno stato che sotterra la mia libertá. Non voglio sembrare moralista, vorrei solo evidenziare come gli occhi del mondo siano su di noi, purtroppo con sguardo preoccupato e indignato. Ringrazio inoltre il direttore Ferrara per essersi schierato con tanta decisione a favore della vita umana.

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