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Bruno, Galilei e streghe

12 Febbraio 2009 alle 15:00

Non se ne può più di questi rinnovati anticlericali di stampo ottocentesco con un grado di istruzione pari alla licenza media, che ogni due per tre sfoderano l'elenco dei trascorsi orrori della Chiesa e che si consentono uno storicismo etico talmente risibile e ridicolo da richiamare l'attenzione di nugoli di minus habentes al cospetto dei quali arringano come docenti della Sorbona. La storia vien buona sempre per far piazza pulita dei preti, e pure l'occasione di Eluana si presta bene per dargli addosso. A quando la spallata alle radici del diritto positivo, invece, per il gusto di una novità? A quando una bella sbattezzata dalla civiltà del Diritto le cui fondamenta poggiano sullo schiavismo e sull'imperialismo romani? Così, per sbraitare a casaccio e smascherare ogni bruttura. Andiamo a monte: a quando un bel processo a Cesare invasore delle Gallie? Al moralismo dunque! Se si moraleggia e si istruiscono tribunali storici voglio parteciparvi anche io, se ciò conferisce un così sciatto tono accademico, ma molto chic come vuole la moda attuale. In tempi recentissimi di democrazia e libertà di coscienza, un esempio umano a caso, Umberto Eco (gran visir di tutti gli storicisti etici), dalle pagine dell'Espresso, ai tempi della querelle sull'aborto, dava a un Pasolini preoccupato del finocchio "bloccato alla fase coitale" (sic!), suscitando l'ilarità e le sgomitatine della sinistra al caviale. Dov'è oggi la Corte Suprema (dei miracoli) per giudicare questi intollerabili e laicissimi trascorsi omofobici? Conto che si esprima tra qualche secolo, quando avrà superato il capitolo sulle Crociate.

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