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Un apostata secondo Langone

11 Febbraio 2009 alle 11:00

In stato comatoso (un limbo) e senza speranza non vorrei continuare a vivere. Punto. Ragionamenti filosofici, religiosi e politici su questi casi hanno una loro concretizzazione solo su un punto: la pietas. In questi giorni i fautori della pietà si sono divisi in due: chi ritiene pietoso lasciare morire chi è in quelle condizioni e chi ritiene pietoso il contrario. Questa è sul piano esistenziale la diatriba. Accanimento si o no è roba da azzeccagarbugli. Si sono evocati Hiler e Stalin? Ma siamo matti? Forse qualcuno pensa di sopprimere i Down e gli alienati? Per cortesia, siamo alla follia! Langone va oltre! Usa termini apocalittici e parla di vera fede. Bene. I Vangeli sono scritti secondo Matteo, luca etc.. Questo significa che l’evangelista scrive e interpreta dal suo punto di vista ciò che ha visto e capito. Non è un dettaglio: è un fatto enorme perché ha permesso la Teologia, l’esegesi e la cultura Cristiana. I Vangeli (e la bibbia) non sono il Corano che fu scritto sotto dettatura. Il profeta non ha messo nulla di se. Il Cristianesimo per sua natura è geneticamente impossibilitato all’integralismo. La comunità dei credenti lo è stata in diverse epoche rinnegando le sue stesse radici. Una lettura diacronica e superficiale delle scritture ci dicono molte cose. Due su tutte: i discepoli non comprendono mai il maestro lui è sempre avanti a loro. Gesù era misericordioso con tutti. Perdonò anche Giuda che è figura di tutti noi e non il cattivo di turno. Giuda siamo noi che lo tradiamo continuamente. Perdonerà quindi lei se sbaglia, come credo, e me per definizione.. Stia attento Langone camminare dietro Cristo è una cosa stare al suo fianco è un'altra! Non parli di vera fede, in pochi l’hanno raggiunta. Lei prevede l’apocalisse su questo occidente pieno di cultura della morte. Vada su un monte e preghi perché Dio lanci zolfo e sale su queste terre. Si legga però il libro di Giona. È un libro che fa incazzare i santi. Lo legga è straordinario! Su una cosa lei ha ragione. La cultura della morte un po in me esiste. Io non piango mai quando leggo sui giornali che un capo di al queida o un talebano viene ucciso, anzi la considero una buona notizia. Come vede la pietà non alberga in me. Giuda è in buona compagnia.

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