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Udine, la Nuova Frontiera

11 Febbraio 2009 alle 18:00

Ora che il delitto legale si è consumato, tutte le "anime belle" pronte a stracciarsi le vesti e a invocare moratorie quando il boia entra in azione in Texas o in Louisiana - ma non a Teheran, Pechino, Riad o in qualche remoto villaggio afghano - sapranno dove guardare. Udine, suo malgrado, è diventata per costoro il simbolo della Nuova Frontiera, quella della "liberazione" da una vita non degna di essere vissuta. Locuzione che dovrebbe quanto meno far venire i brividi, rimandando direttamente a un lugubre precedente: all’eufemismo usato dai nazisti nel 1939 per dare avvio all'operazione T4 (eutanasia di disabili, ritardati, handicappati ecc) che in meno di 2 anni avrebbe portato a morte più di 70mila persone e che sarebbe servita da modello (sotto il profilo burocratico/amministrativo e tecnico, impiego del gas) per il successivo sterminio di massa. Eluana, infatti, era solo una persona gravemente disabile, non un'ammalata terminale o incurabile da accompagnare misericordiosamente a morte per porre fine ad atroci sofferenze. Così, in omaggio all'ideologia laicista più radicale e disumana, stavolta non si è chiesta la sospensione di una sentenza passata in giudicato come nel caso dell'esecuzione capitale di un condannato a morte chiamato a pagare il suo debito alla società - perché reo di qualche efferato delitto - dopo un regolare processo. No, stavolta sul senso umanitario, sulla pietas si è voluto prevalesse il volere dei giudici, si è voluto che fosse applicato senza cedimenti, si è voluto - stavolta sì - considerarlo "inappellabile" e "insindacabile", senza neppure riconoscere al condannato la garanzia minima e universale della difesa.

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