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Solo e vulnerabile

11 Febbraio 2009 alle 18:50

Formidabile, come lui direbbe, articolo del direttore. Nè alcuna obiezione sembra possibile: è così, siamo sconfitti. Salvo una possibilità: che io faccia un'esperienza di vita diversa da quella di chi ha condannato Eluana, un'esperienza bella e profonda. E questo, mi dispiace, è inattaccabile. Penso che il cambiamento della mia vita sia la prima e unica speranza per me e quindi per chi mi incontra, e quindi per la società tutta, come una cosa piccolissima ma che nessuno mi può strappare: confinare questa cosa piccola ma reale nell'irrilevanza privata e anche pubblica sarebbe un grave errore, mi pare. Solo per dire: io continuo a sperare.

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