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Più che un addio, un arrivederci

10 Febbraio 2009 alle 13:10

Prima parole in libertà, significati stravolti e rovesciati, illuminante l'articolo della Tiliacos in proposito; poi la richiesta della cessazione delle parole. Vita-morte: che strano piano inclinato accomuna la possibilità di agire il proprio pensiero la propria identità vivente, quella algidamente negata ad Eluana Englaro, se oggi si chiede una moratoria del verbo. Consuetudini che prendono campo: applausi ai funerali, applausi alla notizia di morte. Sto con la vita oggi come ieri: e rifiuto il silenzio da obitorio delle coscienze che arma le schiere degli squadroni della morte terapeutica. Quanta ragione ha Direttore! E' la vita il confine sul quale vale la pena di combattere questa battaglia, forse già persa, per onorare questa vita persa e le nostre, ahinoi, ancora viventi.

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