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Se il divo Giulio alza le braccia

9 Febbraio 2009 alle 19:15

Inizialmente, sono rimasto di stucco (una reazione simile a quella di Stefano Lorenzetto su Il Giornale). Ma come? Giulio Andreotti si schiera a favore della soppressione di una vita? a favore del Presidente Napolitano che, in pratica, sacrifica Eluana alla ragion di stato? Poi, passato il disappunto, ho riletto con attenzione l'intervista rilasciata a La Stampa e mi parso di intravvedere la linea che ha spinto il Senatore a vita a quelle dichiarazioni. Forse è davvero la stessa linea che lo convinse a firmare nel 1978 la legge che introduceva l'aborto in Italia, ma oggi come allora vi ho intravisto la lungimiranza del politico di razza. "La battaglia è perduta!", sembra volerci dire il Senatore,"non c'è più tempo per salvare Eluana,la maggioranza degli italiani è a favore del padre Beppino, a favore di Napolitano, ma anche del testamento biologico e probabilmente dell'eutanasia, evitiamo il peggio!" E il peggio che il divo Giulio ci scongiura di evitare è quello di far risultare definitivamente il Papa, la Chiesa e la gran parte dei Cattolici come delle forze oscurantiste, reazionarie e antidemocratiche. Allora sì che i cattolici non verrebbero più ascoltati, ridotti a poco meno di una setta di integralisti, bisognosi della protezione di Silvio Berlusconi, l'anarca etico, oggi improvvisamente trasformatosi nel paladino della vita e della libertà religiosa. Forse ha ragione, Senatore, tanta cagnara e poi non siamo nemmeno riusciti a salvarla quella povera ragazza, forse sarebbe stato meglio fare un passo indietro...

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