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Le due facce della falsa libertà

9 Febbraio 2009 alle 17:45

Pensavo l'altro giorno a quanto lo stato entra nella nostra libertà privata per impedirci di farci del male da soli, anche se non nuociamo agli altri. Pensavo al casco, alle cinture di sicurezza, ai seggiolini per i bambini, lo stato arriva a multarti per qualcosa che non fai a te stesso praticamente, la sua ansia di prevenirti dal male arriva a decidere quello che magari dovresti decidere tu in totale libertà, senza pagarne alcuna sanzione. Siamo talmente abituati a questo che ci sembra normale e giusto che lo stato faccia questo per noi. Allo stesso tempo però se siamo disperati e vogliamo farla finita con la vita che non ci piace, lo stato dovrebbe dirci: "Serve un medico per ammazzarti? Vai,tranquillo, ecco qui". Proprio nel momento estremo, dopo aver subito la proibizione di fare ogni minima cazzata, dovremmo non solo improvvisamente essere liberi di chiedere e fare quello che vogliamo, ma lo stato anzichè salvarci dovrebbe spingerci nella fossa. E se non siamo più in grado di esprimere la nostra volontà, dovrebbe adirittura accettare una volontà epressa molto tempo prima, in condizioni completamente diverse. Non è che nella falsa coscienza della società, falsa coscienza di cui nemmeno ci rendiamo conto, finchè siamo sani e belli come un vaso di cristallo e non siamo di peso a nessuno guai a chi ci tocca, addrittura le multe ci becchiamo se non facciamo abbastanza autoprevenzione... ma quando siamo inutili, brutti, immobili, costosi e di peso agli altri la nostra vita diventa improvvisamente insopportabile e indegna, per cui se chiediamo di levarci di mezzo, ormai plagiati e convinti dalla mentalità comune della nostra insensatezza, addirittura veniamo aiutati ad andarcene? Non saranno due facce della stessa medaglia? Non si è mi sentito parlare tanto a sproposito di libertà.

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