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L'invisibile complicità

5 Febbraio 2009 alle 19:01

Quel vuoto esistenziale che sempre più spesso viene preso a pretesto dai sociologi nel tentativo di giustificare la follia di certi comportamenti giovanili come, ad esempio, le criminali azioni a sfondo razzista degli ultimi giorni, non nasce spontaneamente ma è il frutto di un certa sottocultura oggi ampiamente propagandata attraverso i mass media. Squallidi e volgari programmi di intrattenimento televisivo vengono abilmente mascherati da altrettante squallide e volgari figure dell’odierno panorama mediatico al fine di far breccia tra i più giovani: una vergognosa propaganda della cultura dell’effimero che allontana questi ultimi da certi valori fondamentali a favore dell’imperante modello del “voglio tutto e subito senza fatica”. Ecco allora che la lealtà cede il passo alla necessità di essere sempre primi ad ogni costo e la fatica necessaria a conseguire un certo traguardo diviene appannaggio esclusivo degli stupidi, di coloro che rifiutano quel nuovo modello vincente abilmente creato a tavolino da persone che dovrebbero essere considerate, a tutti gli effetti, complici in ogni crimine commesso in nome di quel vuoto esistenziale che loro stessi hanno creato e continuano irresponsabilmente a mantenere.

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