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Temo per mia moglie

4 Febbraio 2009 alle 18:15

Se mi capitasse di essere nella situazione di Eluana Englaro, cosa sarebbe di mia moglie? Verrebbe gentilmente definita "terza parte" (da chi, non si capisce con quale diritto, immagina di essere lui la seconda), verrebbe qualificata "assassina" e "nazista", la sua disperata testimonianza della mia volontà sarebbe detta "presunzioni ricavate dalle asserite imprudenti parole". Dovrebbe poi sorbirsi poetiche definizioni. 17 anni di sondino? Un biberon, ovvero "amorevoli cure". Chi la volesse aiutare ad aiutarmi? Un branco. Il mio stato? Persistente. E lei, lei verrebbe accusata di un uso malizioso delle parole. Assisterebbe esterrefatta a dibattiti nei quali davvero parebbe di qualche importanza la mia residuale capacità di deglutire, e si analizzarebbe il significato dell'aggettivo "sanitario". Certo non ne varrebbe la pena. Sarebbe meglio che dimenticasse, che si risparmiasse questo orrore e abbandonasse il mio corpo a... A chi? Ai miei sfortunati amorevoli simili, che sembrano davvero convinti di avere in tasca la Ragione, ed in rubrica il numero di cellulare del Signore.

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