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Eluana e il problema di metodo

4 Febbraio 2009 alle 18:00

Al di là del problema di merito tanto dibattuto, la vicenda di Eluana ci ha insegnato che bisogna riflettere sul problema di metodo. Dal punto di vista politico, infatti, è evidente che i problemi etici non possono essere equiparati ad altri, quali quelli di tipo economico , sociale, di sicurezza, ma devono avere un trattamento specifico. Le convinzioni etiche si maturano negli anni e nel chiuso della propria coscienza , lontano dal clamore dei dibattiti e delle assemblee; ognuno matura in silenzio le proprie convinzioni e non deve pretendere di costruire un consenso , come avviene invece per problemi politici di altro tipo. Il modo perciò per uscire dall’empasse prodotta dal caso di Eluana non è quello di fare una legge , cosa questa abbastanza scontata, quanto individuare bene le modalità con cui questa legge viene costruita ed approvata. Siccome su queste problematiche esistono nei politici e nel paese due modi diversi di vedere il problema, la proposta potrebbe essere di sottoporre al parlamento insieme due testi che rispondano a queste diverse convinzioni e richiedere l’approvazione di uno dei due , magari a camere riunite e con voto rigorosamente segreto . Seguendo, invece, la prassi corrente , accade che le commissioni, dopo infiniti incontri e dibattiti, vareranno faticosamente un testo, le camere lo emenderanno con innumerevoli andirivieni tra camera e senato, e, ammesso che uscirà fuori una legge, sarà alla fine o approvata dalla sola maggioranza oppure la brutta copia di quella di partenza . Il minimo che succederà è che essa prevederà tanti distinguo , tanti ”se“e tanti “ma”, che risulterà di difficile applicazione, come nella migliore tradizione.

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