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Eluana: una volontà giuridicamente inesistente

3 Febbraio 2009 alle 17:15

Il ragionamento della Giurisprudenza così lineare apparentemente nel difendere la libertà di sottoporsi ai trattamenti sanitari ha, oltre a varie equazioni discutibili ( trattamenti sanitari eguale sospensione dell'alimentazione, cura del tutore e possibilità di ordinare la morte dell'assistito), il buco nero del riconoscimento ad una volontà orale collocata in un remoto passato. La volontà pregressa, ricostruita con i testimoni, allo stato legislativo attuale, invece non trova riconoscimento: per disporre delle proprie sostanze, per ogni dichiarazione personale collegata essenzialmente con la propria morte, occorre un testamento che se non è scritto non solo è invalido ma addirittura inesistente. L'atto non scritto cioé, dicono i giuristi, non è pensabile neppure come testamento. Perché lo si è dimenticato? Da viva Eluana ci sta facendo pensare, ci rende vulnerabili, capaci di amare, di pensare al significato della vita, ci rende persone....Da morta non so....Quale emergenza può giustificare questo salto legislativo? Eluana lo avrà voluto...ma...( fosse anche normativamente rilevante quella volontà) se potesse guardarsi intorno lo vorrebbe ancora?

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