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Accanimenti linguistici

30 Gennaio 2009 alle 16:55

La storia è semplicemente questa: un essere umano è tenuto in vita non con procedure mediche e accanimento terapeutico ma attraverso la somministrazione di cibo e acqua. Al Sig. Marco di Mattia queste amorevoli cure possono essere interpretate come una beffa feroce, un supplizio contrario alla "vera" pieatas perché contraria alla volonntà dell'essere umano in questione, volontà desunta da fonti terze. Inoltre, continua, non bisognerebbe dare la colpa alle parole perché esse sono tutte giuste poiché appartengono ad opinioni legittime seppur inconciliabili. Allora chiedo, la frase "Arbeit macht frei" all'ingresso dei lager nazisti è fatta da parole giuste di legittime opinioni che semplicemente non si "conciliano" con quelle di chi nazista non lo è oppure possiamo dire che è un uso distorto della lingua per mascherare, con disumana e crudele ironia, la morte di innocenti esseri umani? Io credo che per giustificare la morte, senza eufemismi, di Eluana Englaro i volenterosi dell'attuazione delle presunte volontà della stessa fanno lo stesso uso distorto della lingua, fanno accanimento linguistico. Dicano chiaramente che non sopportano una condizione di vita come quella di Eluana e che ad essa preferirebbero la morte, senza usare parole che sarebbero giuste solo in un contesto diametralmente opposto.

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