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Modesta proposta

28 Gennaio 2009 alle 15:00

“Introdurre nella storia la metastoria produce effetti paradossali” scrive Giorgio Israel. Spero che le sue sagge parole non cadano nel vuoto e mi permetto di fare una proposta – alternativa alla sua - per tonificare una giornata della memoria resa ormai contenitore formale. La Shoah è stato un lutto metastorico, come tale simbolo universale non inscrivibile in categorie politiche, storiche, morali e perfino religiose. E’ dissacrante usarla sia come pietra di paragone prosaica che come clava istituzionale per l’ubiquitaria ricostruzione di una verginità politica, sentita talvolta come necessaria. Conservarne la memoria non può essere neanche una celebrazione della democrazia, fatto contingente, che nella sua deriva legalitaria si avvia alla “dolce imposizione” planetaria di strumenti quali l’aborto e l’eutanasia, per citare solo due delle sue macroscopiche, intime contraddizioni. Come dire, in altre parole, che i caduti di Omaha beach e gli altri non siano serviti a niente. Meglio allora pensare alla giornata della memoria come una onesta dedica alla sacralità della vita, principio unificante che oltrepassa le barriere politiche e confessionali e più fecondo ed inclusivo in quell’asse del sacro che si va delineando, a meno che qualche think-tank non voglia considerare tale asse il nemico futuribile.

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