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La legge criminogena

27 Gennaio 2009 alle 17:05

Tutti esaltano – lo fa anche la Chiesa – la “cultura della legalità”. Il caso della Englaro, o quello dell’abnorme potere giustizialista delle toghe politicizzate, dimostra invece cha la legge è un’arma a doppio taglio che può essere usata contro i diritti dell’uomo, anche quelli più basilari ed evidenti. Voler assolutizzare la legge applicandone rigidamente le norme, pur giuste in un certo numero di casi, al di là di ogni coscienziosa valutazione (e non mi si dica che la coscienza è una sorta di reazione ormonale), significa farla diventare una mostruosità che schiavizza, significa esporre l’uomo alle scaltre strumentalizzazioni di chi è abile ad “usare la lettera e non lo spirito”. “La legge è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge” dice il Vangelo, e alla cultura della legalità bisogna sostituire la cultura dell’amore (si dirà che anche l’amore è un fenomeno biochimico...).

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