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Capitalismo all'italiana

27 Gennaio 2009 alle 16:12

Al di là dell'opportuna precisazione del Sig. Stoppa (e cioè che Marchionne non ha minacciato il licenziamento di 60mila dipendenti - tra l'altro i dipendenti FIAT in Italia sono intorno ai 70mila - ma ha paventato una perdita di lavoro di tale entità nel settore auto, indotto compreso), credo che qualche considerazione meno superficiale sia necessaria sul caso FIAT. Perché, se è vero che ogni azienda dovrebbe seguire il suo "destino capitalistico", è pur vero che in Italia troppo spesso i destini delle aziende solo legati a quelli della politica (vale anche per il caso Alitalia). Certo la FIAT in passato ha intascato i profitti e lasciato i debiti allo stato. D'altra parte ha anche mantenuto forzosamente in vita impianti palesemente non produttivi, e non certo per strategie aziendali... La cosa non dovrebbe scandalizzare, in altri paesi (vedi Francia?) il capitalismo funziona così, e non funziona male. Lo stato appoggia i settori industriali che ritiene strategici, ma poi ne sfrutta i risultati positivi. Oppure via col liberismo ortodosso, ma poi non stracciamoci le vesti per licenziamenti e chiusure degli impianti che non rispondono a mere logiche concorrenziali.

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