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Incoscienza e morte (2)

24 Gennaio 2009 alle 10:00

Sono certo di non avere mai detto che una persona incosciente merita la morte. Non lo penso. Nemmeno credo che sia una questione di "tempo". Chi la pensa diversamente da me può pretendere di ricevere il trattamento che preferisce, e io sarei dalla sua parte se qualcuno (ma non c'è nessuno) glielo volesse negare. Dico che nel momento in cui non esista nessuna sennata speranza di farmi tornare dal limbo, voglio che il mio viaggio, innaturalmente interrotto a metà dalla tecnica, finisca. Dico che il modo certo per conoscere la mia volontà, è chiederla a mia moglie. Mia moglie non ha ragione di mentire, e nessuno ha il diritto nemmeno di metterlo in dubbio. Ed ognuno deve sentirsi impegnato ad aiutarla come se lo chiedessi io stesso. Infine, alla domanda circa la mia volontà nel caso non potessi più volere nulla, non so rispondere. Non mi occupo di paradossi.

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