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La banalità della guerra

23 Gennaio 2009 alle 12:30

La crisi profonda della nostra dimensione spirituale che, in sintesi, è la perdita del senso del divino e del tragico, ossia che il destino degli uomini non è deciso dagli uomini, la si vede con orrore nella banalizzazione della guerra, e con evidenza chiarissima in quest’ultima guerra di Palestina, che nei media e nell’opinione pubblica è stata ricondotta a una sorta di insensato massacro quasi un demenziale (assurdo, per usare una parola cara al parlare standard) incidente stradale di massa, dove guidatori folli e avventati e prevaricatori si scontrano con le loro auto, per questioni di precedenze non rispettate, senza badare ai passanti, che, innocenti e ligi al codice stradale, attraversano la strada, desiderosi di condurre i figlioletti all’asilo, per poi andare al supermercato comprare il latte e il pane per la quotidiana bisogna. Possibile che non si veda, soprattutto in questo caso, il campo di battaglia con quanto di sacro e di tremendo ha da sempre avuto nella storia dell’umanità, perché il luogo ove Dio decide chi ha titolo per vivere e chi ha buone ragioni per togliersi di mezzo?

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