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Carlà: se Parigi val bene una messa, la TV val bene una promotion

23 Gennaio 2009 alle 17:30

Esistono più motivazioni per non essere contenti della partecipazione di Carlà ad una trasmissione televisiva italiana. Innanzi tutto lo scopo vero non sarà quello nobile di raccogliere fondi per scopi umanitari, perseguito in genere dalle first lady ,ma quello più prosaico di promuovere il sua ultimo cd. In secondo luogo, la stessa Carlà ha recentemente dichiarato di essere fiera di essere francese e di non vivere più in Italia. Last but not least, si è attivamente adoprata, insieme ad altri membri della sua famiglia, a convincere suo marito a negare l’estradizione alla Petrella , già in precedenza accordata , producendo uno smacco significativo al governo italiano. Personalmente ritengo che ognuno la possa pensare come crede, può rinnegare le proprie origini, può criticare i rappresentanti delle istituzioni del suo Paese di origine. Ma quando questo accade è biasimevole che si accolga in una televisione di Stato per scopi non istituzionali un personaggio che la pensa in questo modo , soprattutto quando le finalità di questa partecipazione sono basate da entrambe le parti su banali interessi commerciali .Ebbene si, accade proprio questo, comme si de rien n' etait , per parafrasare l’ultima canzone di Carlà. Insomma, se Parigi val bene una messa , la TV val bene una promotion.

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