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Un segnale negativo

22 Gennaio 2009 alle 13:00

forse anche inquietante: mi riferisco alla reazione della borsa americana nel giorno di insediamento del presidente barack:una dicotomia stridente,utile da analizzare e capire. Da una parte un tripudio di gente nel Mall entusiasta,piena di speranza, commossa, importanti, almeno a parole, aperture di credito politico a favore del neoeletto da parte di quasi tutti i governi del mondo;dall'altra,un mercato che reagisce gelidamente,tanto sul fronte azionario-obbligazionario,quanto su quello valutario.Questi i fatti.Le considerazioni che ne traggo sono soggettive e pertanto ampiamente opinabili.Amio avviso,i detentori del grande potere economico-finanziario sono realmente preoccupati da una possibile svolta radicale,soprattutto su temi sensibili come la tassazione dei grandi redditi,la strutturazione di un embrione di vero stato sociale,l'elargizione stretttamente controllata degli aiuti di stato ai settori piu' in crisi:sul fronte della pollitica estera,ancorche' la figura della Clinton costituisca un tacito implicito segnale di una certa continuita' delle strategie,resta l'incognita dell'atteggiamento di un presidente che ha detto chiaro e tondo che alla fine a decidere e' lui.L'assetto di nuovi equilibri,innegabilmente necessari,nei rapporti con medio oriente e Russia fa temere ai tycoons della finanza un ridimensionamento della sfera e capacita' d'influenza,che per loro si tradurrebbe in meno possibilita' diaffari o di doverli fare privi del vantaggio di oligopolio che specie in medio oriente era loro assicurato dalla precedente amministrazione.Un mercato che reagisce gelidamente e contestualmente lancia un esplicito messaggio al Presidente:attento a cio' che farai,noi non staremo li' a guardare e subire passivamente. Hard job, Mr President!

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