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Pascal e la fede/2

20 Gennaio 2009 alle 07:30

Complimenti per aver definito la fede come "una scelta libera dell' uomo che percepisce sempre liberamente l'esistenza di Dio". Quello che più mi piace è il "percepisce": mi ha sempre colpito il fatto che anche l'uomo più primitivo avesse un rapporto con l'aldilà, e gli ultimi aborigeni dell'amazonia o del borneo ci testimoniano come esso sia profondo e complesso. Non è mai esistita una civiltà senza una sua religione. Per questo credo che la fede in Dio non nasca da paura dell'ignoto, calcolo di convenienza o altro, ma da un sentire, un percepire in qualche modo comune a tutti. Penso che Pascal, di gran lunga più acuto di me, lo sapesse e il discorso sulla scommessa fosse solo una risposta acuta e non priva di ironia ad un interlocutore poco elastico.

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