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Ansia d'infinito

20 Gennaio 2009 alle 13:45

Grande spazio sul tema della FEDE, e giustamente. Solo che il dibattito mi pare ancorato a una visione manichea ormai superata. Credere che siamo ancora allo scontro tra FEDE e SCIENZA, tra CRISTIANESIMO e ATEISMO è inutile e pericoloso; discussione da bar come su Inter e Milan. Che il desiderio di infinito appartenga in modo profondo e non negoziabile all’essere umano è verità verissima, che il Cristianesimo abbia saputo interpretare meglio (molto meglio e più profondamente) questo desiderio-ansia è ugualmente verità-verissima. Ma, ancora una volta, che la scelta sia tra religione rivelata (Cristianesimo) e ateismo risulta incomprensibile, sia a livello logico sia a livello culturale. Prendersela con le stupidaggini di Oddifreddi è come sparare sulla Croce Rossa (detto d’antan): se Oddifreddi è uno scienziato, non vuol dire che la Scienza sia Oddifreddi. C’è un’altra possibilità che si apre oltre il Dio cristiano e l’ateismo (marxista o scientista, entrambi di origine settecentesca) ed è quanto percorso dalla metà dell’Ottocento a oggi da gran parte della cultura, la letteratura moderna, la filosofia razionalista complessa (che si continua a chiamare irrazionalista), la scienza della complessità. Basta aprire la finestra, scuotere la polvere dai vestiti, guardare l’orizzonte e –aprendo gli occhi con stupore- riconoscere che ”le montagne non sono triangoli”(Stoppard)

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