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J’accuse: lettera aperta ai giornalisti

19 Gennaio 2009 alle 18:30

Dal 2000 Israele è stato colpito da 8706 missili. L’entrata in azione a Gaza dell’esercito israeliano è stata la risposta di uno stato in cui la vita dei cittadini era in costante pericolo.La carta dei doveri del giornalista riporta che:‘il giornalista deve rispettare il diritto all'informazione di tutti i cittadini; per questo diffonde ogni informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità. Il diritto dei giornalisti di diffondere le notizie è stato dimenticato quando i missili venivano lanciati su Israele? Tali notizie non erano “di pubblico interesse”? Nel momento in cui l’esercito israeliano è diventato di "pubblico interesse", ogni notizia di cronaca è stata trasformata in un’espressione di opinione. ‘Il giornalista non deve omettere fatti essenziali alla ricostruzione dell'avvenimento. I titoli, sommari, le fotografie e le didascalie non devono travisare il contenuto delle notizie’. Il giornalismo possiede una delle armi più potenti esistenti al mondo: l’arma dell’informazione. Il giornalista può informare o istigare. L’antisemitismo che si sta risvegliando in Europa in particolare e in altre parti del mondo, è causato, in grandissima parte, da un abuso degli strumenti di informazione. Ai giornalisti noi ebrei imputiamo la responsabilità per le bandiere di Israele bruciate nelle piazze d’Europa. ‘Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione.’I volantini gettati nelle strade, le telefonate e gli sms mandati a centinaia di migliaia di palestinesi da parte degli israeliani non fanno notizia. Le moschee distrutte lo fanno. Anche se al proprio interno, invece di trovarsi libri di preghiera, ci sono nascosti interi arsenali. L’amore per la verità non deve passare attraverso il filtro delle ideologie.

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