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Argomenti morali

13 Gennaio 2009 alle 11:00

Dice lo storico Wilstrich che la Chiesa "non ha mai espresso argomenti morali a favore dello stato d’Israele. Dovrebbe esserci un riconoscimento del dovere morale per il cristianesimo a non ripetere gli errori del passato". Per quanto io possa vedere con tutto il favore possibile il diritto di Israele ad esistere, ed esistere in pace, il sig. Wilstrich commette due grossi errori, a mio modesto avviso: 1 - la Chiesa dovrebbe guardarsi dall'esprimere argomenti (peggio ancora morali, se ne esistono) a favore di uno stato qualsivoglia. 2 - "il cristianesimo" non esiste, c'e' la Chiesa, ci sono i cristiani. L'offrire sostegno morale e religioso ad uno stato e' senza dubbio fra gli errori rimproverati spesso ai cristiani nel passato. Proporlo adesso per lo stato di Israele lo rende meno erroneo? I cristiani, seguendo San Paolo, guardano agli stati ed ai governi consci che sono parte della storia, e che anche attraverso di loro passa lo Spirito. Si preghi dunque. Ma si stia liberi. Ultima cosa: chiunque conosca qualche cristiano d'Oriente sa quali e quanti rischi sempre di piu' queste antiche ed indifese comunita' corrono. Per la Chiesa intesa come gerarchia romana pare non ci sia alcun rischio. Ma se il papa parla espone alla spada (letteralmente) praticamente tutte le comunita' cristiane sotto il dominio della Sharia. L'ideale di un sostegno politico, storico pur giusto, non puo' prescindere dalla cautela oggettiva per non condannare innocenti indifesi ad una peggiore oppressione, se non a morte.

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