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Le radici dell'odio

12 Gennaio 2009 alle 17:45

Luglio 1983, valico di Allenby tra Giordania ed Israele. Io e mia madre a ritorno da una visita a Petra, Giordania, siamo state testimoni di un fatto che mi ha fatto a lungo riflettere sull'interminabile conflitto tra Istraele e Palestinesi. Questo confine, come tutti i valichi di accesso ad Istrale è, per ragioni di sicurezza, controllatissimo. Durante l'attesa che venisse il nostro turno per l'espletamento delle formalità doganali, abbiamo fatto amicizia con famiglie palestinesi alcune dele quali di religione cattolica. Venuto il nostro turno i soldati israeliani ci hanno fatto passare senza perquisizioni e ci hanno rivolto un Welcome con un bel sorriso. Il trattamento nei confronti delle famiglie palestinesi è stato di tutt'altra natura. I soldati israeliani aprivano le valigie e buttavano all'aria con disprezzo i modesti indumenti sprarpagliandoli ovunque, ridevano e uno di loro, un ventenne, se ne stava sopra un muretto puntando il fucile... Sono sincera, io sempre sensibile alle ragioni di Istrale e alla sua legittima lotta al terrorismo, ho provato una immensa rabbia nel vedere della povera gente con bambini piccoli venire trattata in questo modo con aria di superiorità, spavalderia e in spregio a qualsiasi sentimento di umanità... Mia madre mi ha trattenuto poichè avendo cominciato a protestate per quelle palese ingiustizia, gli israeliani mi aveva minacciata di arrestarmi.... Mi sia consentito di dire che, come Israele ha diritto ad avere uno stato con confini sicuri e di conseguenza porre in essere tutte le azioni per difendersi, i palestinesi hanno il diritto di essere trattati, si da quando sono bambini, come esseri umani, altrimenti si inesca una spirale d'odio che sabbiamo benissimo a che cosa purtroppo conduce.

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