cerca

Barack e i giusti

12 Gennaio 2009 alle 16:15

Le prime mosse da presidente di Obama (la scelta di ministri e collaboratori non proprio "radical", l'annunciato, ultrareaganiano taglio delle tasse, le dichiarazioni poco meno che "bushiane" nei riguardi di Hamas e Iran) certamente non danno l'idea di essere state studiate per sovvertire l'ordine costituito negli USA o nel mondo. E ha già prudentemente annunciato che non potrà mantenere tutte le promesse elettorali. Le azioni del presidente eletto confermano solo che, al di là delle contrapposizioni da campagna elettorale, il sistema politico di un Paese serio ha come connotato naturale una pragmatica continuità di fondo tra le politiche delle Amministrazioni che si avvicendano; con buona pace di tutti quelli che qui da noi avevano annunciato con l'elezione del senatore afroamericano l'inizio radioso di una nuova era, con il consueto, commosso contorno retorico. Non ci vuole molto a prevedere che tra poco in Italia cominceranno i pianti dei delusi, i lamenti delle anime belle, le recriminazioni dei giusti contro il destino ancora una volta spietato. Accettiamoli con cristiana rassegnazione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi