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Questioni di proporzioni a Gaza

9 Gennaio 2009 alle 16:15

E' ormai visibile a tutti, o quasi, che la nostra antica, ricca, lingua è abusata e svuotata nei significati. Quando ci esprimiamo usiamo termini il cui contenuto semantico originario, ormai, è oscurato dal nuovo, ammodernato secondo esigenze settarie, involgarendo l'originario senso attraverso una visione più relativistica della parola. Secondo l'antico significato, la proporzione definiva un rapporto di misura fra due elementi, o tra le diverse parti che costituiscono un insieme, tale da produrre un effetto di "armonia". Se contestualizziamo il tutto con quanto sta drammaticamente avvenendo a Gaza, è evidente che chi ritiene sproporzionata la reazione israeliana al lancio dei missili "qassam", non poteva impunemente ritenere "armoniosa" la reazione di un eguale lancio di simili ordigni da parte israeliana. Allora, mi chiedo, come si raggiunge "l'armonia" necessaria per riproporzionare il conflitto? Ho il sospetto che i medesimi critici della sproporzione considererebbero un comportamento supino dello stato ebraico come più rispondente all'esigenza di "armonia", secondo l'aggiornato concetto dalla proporzione che in questo modo salvaguarderebbe anche il diritto al letargo della diplomazia europea.

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