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Il Climate change come trionfo della logica sfocata

9 Gennaio 2009 alle 12:30

Molto del dibattito sul cambiamento climatico (in quanto il riscaldamento globale sembra essere già archiviato) sfugge ed assume toni perentori se non si conosce la logica su cui si basano le previsioni. L’IPCC utilizza modelli matematici tarati su dati climatici tratti dagli ultimi 150 anni dichiarando che essi mostrano un possibile (66% delle probabilità) aumento della temperatura per cause antropiche. Quando si passa sul lato delle previsioni questa possibilità diviene quasi certezza (90% delle probabilità) che possano esserci effetti catastrofici legati allo scioglimento delle calotte polari. Ecco il salto logico: una volta accettato il modello come ragionevole esso diviene strumento assoluto di previsione, alla base di un risultato praticamente certo. Ma se sommassimo correttamente le incertezze arriveremmo ad uno scarso 60% delle probabilità che ciò accada. Io stesso utilizzo modelli matematici per predire un aumento di temperatura entro due ore ed una decina di metri di altezza affetti dallo stesso errore. In più se due ore e dieci metri comportano errori così grandi, cosa accade nella scala degli anni e delle migliaia di chilometri?

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