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Ricette antisemite e piogge acide

2 Gennaio 2009 alle 19:15

L’antisemitismo è un piatto sempre alla moda. Va cucinato, i grandi cuochi della propaganda sono maestri nel prepararlo, mescolando il principale ingrediente, l’odio gratuto, con un trito di giustizia, libertà, pace per rendere il tutto gustoso e digeribile. Il mondo della “cultura” ne prepara delle varianti creative, gli storici a volte lo cucinano “alla negazionista”, i politici e i cattolici di sinistra “alla solidarista”, i giornalisti “alla fotografica” e via dicendo. Fattostà che il piatto avvelenato produce generali flatulenze che appesantiscono l’atmosfera (peggio che il global warming) e che creano cumulinembi pieni di una sostanza tempestosa che poi ricade su chi l’ha prodotta. Stiamo attenti a quello che ci fanno mangiare, i cuochi poi non ci daranno gli ombrelli e le maschere antigas...

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