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Israele e Palestina

2 Gennaio 2009 alle 14:50

Premessa: sono da sempre una filoisraeliana, considero tuttora che il "peccato originale", la colpa storica di questo gran casino,sia araba:il non aver accettato la creazione di 2 stati nel 48, l'aver attaccato Israele il giorno dopo la proclamazione di indipendenza, l'aver cavalcato da sempre la situazione da parte dei Paesi arabi limitrofi.. Detto questo, mi chiedo come si possa vivere così tranquillamente col mondo diviso in bianco e nero: i buoni e giusti da una part e,i brutti e cattivi dall'altra. Israele nella sua breve e tormentata storia ha compiuto nefandezze indicibili, è davvero molto doloroso per me ammetterlo, ma mi fa sentire una persona e non un pupazzo il riuscire a farlo: come mi duole ammettere che la costante costruzione di enclave israeliane in territorio palestinese sia una vergogna che non fa altro che allontanare consapevolmente la pace, come mi duole ammettere che forse ci sarebbe qualcosa da ridire sul fatto che l'acqua scorra solo sotto Israele e non sotto i Territori.. Ci sarebbero infinite cose da dire e su cui riflettere, ma butto qui solo la più immediata: non so quante infinite volte nella mia vita ho assistito a lanci di razzi o quel che è da parte palestinese, e alla reazione di Israele per metter fine definitivamente alla cosa. E invece stiamo sempre qui. Forse anche un bambino avrebbe capito che la cosa non funziona e che bisogna cambiare strategia. Senza tirar fuori il poco amato da queste parti Gandhi con la sua verità tra le verità: "La violenza genera solo violenza", basterebbe semplicemente guardare i fatti per capire che tutto questo non solo è tremendo e sbagliato, ma non porterà Israele da nessuna parte.

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