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Seconde, terze e quarte persone...

16 Dicembre 2008 alle 14:25

Ma è proprio la “prima persona” la malattia suprema della modernità, il morbo atomizzante per cui ci si illude di essere mondo a parte anziché solo un pezzettino di mondo… Tutta la filosofia moderna, dal cogito di Cartesio, è questo delirio dell’illusione introspettiva chiamata coscienza, per cui viviamo tutti separati in casa a coltivare il nostro proprio io, la nostra beata prima persona, per incontrare finalmente il nulla. Questo la Chiesa lo sa bene, anzi, forse è l’unica cosa che conosce veramente: cioè che la salvezza non è nell’io, nella prima persona, ma nel tu, nel noi, nel voi… E non è un caso che nelle società premoderne la morte fosse un evento collettivo e con i morti si continuasse comunque a parlare, ad interagire. Oggi si muore soli, in prima persona, ospedalizzati, pieni di vergogna e imbarazzo, nascosti dall’amorevole tendina di fianco al letto, per non turbare la prima persona del vicino di stanza… Io mi illudo di sapere cosa vuol dire “essere Michele”, perché Michele non esiste, è solo un nome, come non esiste “io”: esiste invece il mondo infinito e coloratissimo, e a volte spaventevole, di cui faccio parte, tolto il quale sono già bello che morto… Certo, mi resta la prima persona…

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