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L'iva di Colombo.

16 Dicembre 2008 alle 12:31

Se l'imperativo categorico è stimolare i consumi, la soluzione non può consistere nella diminuzione delle imposte dirette perché lasciare più soldi nelle tasche dei cittadini in un momento di grave crisi e incertezza avrebbe come unico risultato quello di un rinvio delle spese non strettamente necessarie per poter far fronte ad eventuali peggiori evenienze. La strada è, invece, quella indicata, sia pur troppo timidamente dal governo britannico di Gordon Brown: abbassare le imposte indirette, cioè tagliare l'iva. E occorre farlo il più rapidamente possibile, ovviamente su scala europea. Se i cittadini sapranno che per tutto il 2009 l'iva non sarà del 20% ma del 10% saranno invogliati a sfruttare la riduzione e anticiperanno anziché posticipare gli acquisti non strettamente vitali ed il perché è evidente: il ripristino dell'iva al 20% nel 2010! Se nessun tacchino desidera affrettare il Natale, nessun consumatore acquista domani ad x + 20 se può acquistare oggi ad x + 10. Troppo semplice per essere vero? Forse. Ma l'economia è una cosa troppo seria per lasciarla agli economisti (veri o sedicenti).

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