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Ancora su Dio e il dolore

16 Dicembre 2008 alle 08:21

E se Dio invece ancor più semplicemente non esistesse? Se iniziassimo a pensare che dio è dentro di noi, che è dentro di noi che dobbiamo con fatica sofferenza (ma anche tanta gioia) cercare il senso, la morale, l'amore, la dignità più elevata dell'uomo? Che come qualcuno ha già detto, dio è il nostro inconscio raccontato per "favole" fintantoché non è stato possibile diversamente, ma che adesso l'uomo ha gli strumenti per capire che trattasi di tutta una nostra creazione? Una tra le più maestose e importanti e grandiose, ma una nostra creazione. Poi rimane il dato della limitatezza della ragione umana, che mai potrà scoprire e capire tutto e dovrà sempre vivere accanto e fare i conti con l'inspiegabile: ma che cos'è credere in un dio creatore onnipotente ma inconoscibile se non ammettere in altre forme più consolatorie e digeribili appunto che la ragione umana è limitata? Questo non toglie nulla a quanto di grandioso le religioni, e la Cattolica per quanto ci riguarda, hanno compiuto di grandioso, e di molto meno grandioso. Siamo uomini, uomini gli estensori della Bibbia, uomini i suoi più grandi esegeti, uomo Tommaso D'Aquino e uomo Agostino. Uomini i maggiori uomini di Chiesa, e uomini i più abietti. Uomini noi che discutiamo di queste cose. Uomini, esseri immensi capaci di giungere a dio anche sine dio.

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