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PUDORE - In risposta al sig. Marzano

11 Dicembre 2008 alle 15:34

Egregio sig Marzano, desidero esprimerLe tutto il mio compiacimento per ciò che lei ha scritto. Anch'io sono un uomo del Sud, e questa nostra martoriata terra vive amplificati, da sempre, problemi come disoccupazione, sottoccupazione, difficoltà a tirare avanti dignitosamente: ci hanno insegnato a salvare la faccia, che non è un mero ipocrita voler celare le difficoltà, bensì difesa ultima ed estrema della dignità di quanti a parte questa ben poco hanno. Perciò condivido in pieno il Suo orgoglioso richiamo al pudore: un termine dall'accezione molto ampia, che va compreso e misurato quanto più si rivela difficile il contesto quotidiano da affrontare. Vede, sig. Marzano, tre anni orsono fui colpito da un infarto, che mi lasciò particolarmente debilitato; mi hanno riconosciuto invalido all'85% e dovrei percepire una pensione dicirca 280 euro mensili.... Per dignità, per pudore, appunto, mi sono sempre rifiutato di richiederla, preferisco continuare a lavorare, come sempre ho fatto, come posso e quando posso. Riesco a vivere ed accettare le tribolazioni quotidiane, ma non l'insulto dell'elemosina. Per dignità e per pudore, come Lei giustamente ha scritto. Cordialmente La saluto

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