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Andreas vive, Alexis (purtroppo) no

11 Dicembre 2008 alle 14:35

Nell'atrio di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino, stamattina, fra gli studenti (e non...) che ormai da un paio di mesi occupano questo luogo in segno di protesta contro la riforma del sistema universitario, campeggiavano striscioni contro la polizia ed il governo greco con la scritta "Andreas vive". E fin qui nulla di strano, vista la situazione esplosiva che si sta vivendo ad Atene e dintorni e vista la tendenza degli occupanti ad interessarsi di ogni causa scottante (prendendo, caso strano, sempre posizione contro tutto e contro tutti). Il problema è che il povero ragazzo che ha perso la vita durante gli scontri nella capitale Greca si chiamava Alexis e non Andreas, come invece è ribadito più volte negli striscioni dei contestatori. Al di là delle battute e dell'ironia, c'è da domandarsi come sia possibile che, in circostanze drammatiche come quelle di questi giorni, si perda totalmente il contatto con la realtà (perchè l'error in nomine è evidentemente uno specchio di questa dissociazione dal reale) per trincerarsi nelle proprie posizioni ideologiche. Perciò, tutti a manifestare davanti al consolato greco in nome di Andreas...chi poi sia questo Andreas nessun lo sa.

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