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In principio era il comprendere

10 Dicembre 2008 alle 16:34

In Vito Mancuso alberga e rifulge un desiderio di comprensione veramente forte e autentico. I suoi sforzi in tal senso mi ricordano quelli di Hannah Arendt, anch'ella innamorata della comprensione. mi sembra però che questo desiderio finisca con l'averla vinta su tutto, perché arriva ad imporre al suo oggetto (la trascendenza invisibile di Dio) condizioni che esso non può soddisfare se non ad un prezzo altissimo. Gesù Cristo, non a caso non nominato da Mancuso nel suo articolo, è paradossale perché il problema che domina da cima a fondo la sua missione in terra non è mai quello di dare un nome al dolore innocente per distinguerlo da quello colpevole, ma quello di vincere entrambi con l'amore.

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