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Ollallà, quanta retorica

5 Dicembre 2008 alle 15:25

Concordo con la Sig.a D'Andrea. Se due fonti (diversamente) autorevoli come il Vaticano e Bill dicono la cosa giusta, non c'è che da rallegrarsene: niente cinismi ed un bel sorriso di speranza. Però, pure la retorica equa e solidale, ha stufato. Intanto i nostri benefici li stiamo dividendo: la cosa è già in corso e (a parte la fuffa finanziaria che è finta quando cresce ed è finta pure quando si sgonfia) rappresenta il nocciolo della recessione, tutta nostra. L'ultimo tentativo, di un qualche senso, di postulare la superiorità bianca (già gravemente menomata dall'alfabetizzazione, che accorcia la distanza tra reltà e percezione) si è spento in una Berlino disastrata. Poi è rimasta una poco edificante, ma umana, preoccupazione di conservare i propri privilegi. Il nostro Dio (che ci somiglia molto) ha smesso di illudersi di essere migliore insieme a noi, è sceso dalla punta della spada, ed è meglio così. Detto questo, torno a concordare: basta cinismi, cuciniamo una torta più grande e più buona, mangiamocene un pezzo più piccolo, regaliamo abecedari, smontiamo tutti gli Dei dalla punta delle spade, rallegriamoci dei piccoli segnali positivi, facciamo di più.

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