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Breve replica

5 Dicembre 2008 alle 10:21

No, la sostanza cambia. Quel comportamento (cui i suoi virgolettati si riferiscono) è e resta nel nostro ordinamento illegale, e non c’è cultura Rom che tenga. Sul peso (a mio avviso) assunto nella articolata sentenza dal dato antropologico mi pare di aver già detto chiaramente. Il fatto che la Corte abbia esplicitamente ritenuto le circostanze oggettive (legame familiare e modalità dell’accattonaggio) decisive per escludere la sussistenza del reato di riduzione in schiavitù (configurando quello di maltrattamenti in famiglia) mi è parso un argomento sufficiente a giustificare quell’opinione. Riassumendo. La tradizione culturale non vale ad escludere il reato di accattonaggio, né è sufficiente ad escludere il reato di riduzione in schiavitù, né vale ad escludere il reato di maltrattamenti in famiglia: in che senso allora dovrebbe considerarsi l’elemento cardine della decisione?

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