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L'assurda pretesa di eliminazione dei crocefissi

4 Dicembre 2008 alle 14:39

Quanto all'eliminazione dei crocefissi dagli enti pubblici, inclusi gli ospedali (e magari anche dalle vette alpine di proprietà del demanio), mi pare sia pretesa di una minoranza prepotente, insensibile e protesa verso fini di bassa lega, piuttosto che motivata da un giusto senso di rispetto del prossimo. Da cristiano, vivessi e fossi ricoverato in Thailandia, non mi sentirei minimamente offeso dalla statuetta di Bhudda in cameta, e meno che mai mi sognerei di gettarla dalla finestra, ritenendolo gesto molto offensivo per la storia, la tradizione e le esigenze morali della stragrande maggioranza della popolazione locale. E nemmeno, in quanto minoranza, pretenderei un crocefisso equiparatore; semplicemente mi accontenterei dell'immaginetta che ho nel portafoglio. Laicità dello Stato non significa ignorare, anzi negare il ruolo della religione in una società, sia dal punto di vista storico che attuale. Dove questa operazione è stata fatta su larga scala, ossia principalmente nelle nelle dittature comuniste, la società si è inaridita, intristita e ingrigita molto rapidamente. Finchè la stragrande maggioranza della popolazione trarrà da un determinato simbolo religioso dei benefici morali, sarà molto opportuno, oltre che giusto, per lo Stato tenerne conto.

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