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Jack Sparrow e i pirati del golfo di Aden

4 Dicembre 2008 alle 10:15

Sono passati secoli dalle scorribande piratesche e corsare nel "Mare Nostrum", eppure sembra che la romantica arte della pirateria sia tornata in voga, spostandosi solo di alcuni migliaia di miglia marine. Eppure i nuovi pirati non hanno niente di poetico e romantico, non sono gentiluomini come il capitano Jack Sparrow, il noto eroe di cellulosa. E notizia di oggi che una nave italiana, la Luigi Durand de la Penne ha sventato un attacco da parte di un gruppo di pirati nel Golfo di Aden. Ma chi sono questi nuovi pirati?Il grande egiro di affari è gestito, senza dubbio, da organizzazioni criminali che hanno sede in Somalia, Nigeria e Yemen, ed hanno forti legami con i politici locali come nel caso di Puntland. Però forse rimarremmo sorpresi nello scoprire che gli assalitori altro non sono che ex-pescatori senza più lavoro. Infatti la pirateria nasce anche come risposta alla pesca illegale, selvaggia e distruttiva delle flotte cinesi e giapponesi che arrivano nei mari del corno d'Africa per compiere delle vere e proprie razzie ittiche, gettando ancora di più la popolazione locale nella povertà e nella disperazione. Ormai il fenomeno è sfuggito ad ogni controllo e i novellli bucanieri mettono a segno colpi milionari come il sequestro della petroliera saudita Sirus Star, per il rilascio della quale sono stati chiesti 25 milioni di dollari di riscatto. Per l'ennesima volta sarebbe il caso che la comunità internazionale si svegliasse, primi che la nuova pirateria diventi un bocconcino invitante per terroristi e quant'altri avessero necessità di procurarsi fondi illecitamente. Basterebbe un pò di buon senso aiutando le popolazioni locali a riacquisire il controllo della propria economia, fermando l'ennesimo scempio causato da nazioni che come la Cina hanno fatto del non rispetto delle regole una folosofia di mercato.

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