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Disabili, Chiesa e Onu

3 Dicembre 2008 alle 19:10

Ho voluto leggere il testo della Convenzione Onu sui diritti dei disabili, la cui mancata sottoscrizione da parte del Vaticano ha scatenato tante polemiche. Il punto contestato dalla Chiesa recita: “Provide persons with disabilities with the same range, quality and standard of free or affordable health care and programmes as provided to other persons, including in and population-based public health programmes”. Sacrosanto rifiuto. Se il riferimento a “the area of sexual and reproductive health” è probabile apripista all’aborto selettivo, il successivo a generici “population-based public health programmes” può dare il via a nuove “operazioni Lebensborn” sotto mentite spoglie. Scientismo ammantato di carità pelosa, quello dell’Onu: da una parte sancisce lo status quo sui disabili (bastava la dichiarazione sui diritti dell’Uomo per tutelarli, entrare nello specifico è già sancire una loro diversità), dall’altra permette che ne sia pianificata la futura estinzione: se non nascono disabili, il “problema” che questi rappresentano nella costruzione per via burocratica de “il migliore dei mondi possibili”, si esaurirà in poche generazioni, magari con una spintarella eutanasica legale.

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