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Sulla pornotax

1 Dicembre 2008 alle 14:00

Introdotta nel 2002 da Forza Italia, riproposta nel 2005, con il piglio che la contraddistingue, dalla Santanché, la pornotax pare destinata ad essere a breve nuovamente attuata. Ricordo sull'argomento un ottimo "Uffa" scritto qualche anno fa sul Foglio da Mughini. L'autore si dichiarava contrario al balzello, in quanto avrebbe colpito in definitiva il povero consumatore finale. Io mi trovai completamente d'accordo con quell'articolo. Oltretutto non credo affatto che una misura del genere contribuisca all'eliminazione delle oscenità e della decadenza morale dell'Italia. Va a colpire l'anello debole della catena, i poveri sfigati che ancora acquistano riviste e filmini osé, pensa tu che stupidi!, quando su internet ci sono siti (soprattutto americani, in barba agli otto anni di amministrazione Bush!) che consentono gratuitamente e a chiunque (minorenni compresi) di visionare e scaricare del tutto gratuitamente quantità industriali di video pornografici. Per non parlare poi del famigerato file sharing. A parte questo, il filmino e le riviste, consumate e godute da soli (o in compagnia?) tra le quattro mura domestiche, nella propria inviolabile sfera privata da persone consapevoli, sono davvero un pericoloso cancro da aggredire o da stigmatizzare? Perché non colpire prima di tutto chi dà scandalo sulla "pubblica piazza" costringendo i consapevoli e gli inconsapevoli, i consenzienti e i non consenzienti, ad assistere ai loro espliciti o più o meno velati spettacoli? Mi riferisco ai siti di cui dicevo, ma anche, ahinoi, alla malatissima televisione italiana.

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