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Liberismo – La resa dei conti

28 Novembre 2008 alle 09:22

Sottoscrivo in pieno il pensiero di Livia D’Andrea, che voglio riprendere interamente in due frasi che reputo determinanti, nel tentativo di consolidarle: “E’ lampante che la crisi valoriale di questi anni sia figlia di una certa società dei consumi che è a sua volta figlia necessaria del libero mercato deregolato”. “ La teoria liberista è perfetta, bellissima, non fa una piega. Solo che il mercato ed il mondo non funzionano così”. Il 68 ha sfibrato l’uomo, il liberismo consumista lo ammezzerà se non si interviene. Non sono quindi d’accordo con Castelli : la poverta' spirituale E’ figlia del materialismo e del liberismo. Il libero mercato, grazie al mix consumismo-mass media porta a termine il tentato omicidio iniziato dal 68. Può darsi mi sbagli ma mi sembra ci siano solo due alternative: 1. il capitalismo ha esaurito un ciclo fatto di tanti successi, successi dopati che lo hanno portato alla crisi, cercando lo sviluppo continuo finalizzato al consumo e non al bene dell’uomo, l’economia ha disintegrato i valori. E’ destinato ad essere sostituito dal socialismo. 2. l’alternativa al socialismo sarebbe un miglioramento radicale del sistema che lo trasformi di fatto da consumistico-capitalistico a capitalistico etico-morale, che lo renda immune dalle dis-umane tentazioni speculative. Si tratterebbe di una rivoluzione copernicana nella quale spero ma non credo. Perché richiede tempo, volontà di ridiscutere tutto, più spazio all’uomo, quello vero (una razza vecchia), meno all’uomo d’affari, meno ai managers.

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