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Liberismo ed etica, ancora.

27 Novembre 2008 alle 17:00

"La poverta' spirituale e' figlia del materialismo, non del liberismo",verissimo.Difatti la povertà spirituale è nipote del liberismo,essendo quest'ultimo il papà del materialismo.Il consumatore compulsivo non nasce ex nihilo,è appunto il figlio di un sistema che sistematicamente ti porta a preferire i beni materiali sui beni spirituali/intellettuali,per il motivo ovvio che i primi sono monetizzabili e scambiabili sul mercato,i secondi no:materialismo,appunto,figlio necessario del liberismo deregolato.Io non ho ricette o soluzioni,mi verrebbe da dire che la strada da perseguire sia quella di un liberismo molto più regolamentato e in qualche misura pubblico di quello che finora si è perseguito,ma son anche consapevole (appunto perché non sono quella comunista statalista che a molti di voi fa piacere e comodo credere che io sia) sono dicevo consapevole dei rischi che un'impostazione del genere porta con sé.Non ho risposte,le cerco e per cercarle chiedo aiuto alla discussione pubblica.Di una cosa sono certa però,che queste problematiche non siano politicamente indifferenti come per molto tempo si è voluto credere(e come io per molto tempo ho voluto credere)e quindi senz'altro non appoggio forze politiche che ancora credono che l'economia da sola stabilizzerà il mondo e distribuirà la ricchezza (sì,signora Castelli,a lei verranno i brividi ma ancora mi piace pensare che la giustizia sociale vada perseguita,pensi un po'come sono buonista) e che si tengono ben lontanti da ogni valutazione morale di quello che fanno.La politica e l'economia non possono essere eticamente indifferenti,di questo ormai sono convinta.

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