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I gatti vanno tutelati (ma il paragone non ha senso)

26 Novembre 2008 alle 08:20

Vedo che un lettore esprime meraviglia e presumo disappunto perchè, avendo un Giudice condannato a tre mesi di reclusione un tizio che aveva lasciato morire di fame e sete il proprio gatto, non si fa lo stesso nel caso Englaro. Certamente il testamento biologico pone problemi serissimi uno dei quali è proprio quello cui ha accennato altra persona: e se cambio idea ? Ok se cambi idea e non sei in grado di esprimerlo sarai vittima di un abuso commesso nella perfetta buona fede di chi ritiene di adempiere a quanto hai chiesto. Il problema è: e se non cambi idea? Se vuoi che sia "staccata la spina" puoi farlo o no? Si risponda a questo senza infingimenti. Il gatto non avendo certamente espresso nè la volontà di essere "adottato" da quel particolare padrone nè tantomeno quella di essere soppresso ha a buon diritto l'aspettativa di non morire disidratato. Non c'è contraddizione tra chi sostiene il testamento biologico e chi vuole tutela penale per la vita dei gatti. Semmai la contraddizione è tutta interna all'opinione pro-life più intransigente dato che ammette la pena di morte facendo implicitamente distinzione tra vita e vita (la vostra idola Sarah Palin la pensa esattamente così come del resto Bush). Resta chiaro che il testamento biologico (così come quello economico) uno può benissimo non farlo.

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